12
Lo stesso genio, sempre diverso. Si è aperta il 10 Ottobre e si concluderà l'8 Febbraio a Roma, presso il Museo del Vittoriano, una mostra imperdibile: "Picasso: 1917 – 1937 L'Arlecchino dell'Arte".
180 opere tra dipinti, disegni e sculture che ripercorrono la produzione del più importante artista del'900, tra il ‘17 e il ‘37.
Con l'esposizione di molte delle sue opere più affascinanti, Roma intende rendere omaggio al grande maestro, raccontando ben venti anni della storia del grande pittore spagnolo.
Tra le due guerre, il genio pittorico di Picasso ha realizzato molte opere contraddittorie, per mezzo delle quali vengono rappresentate le fasi discordanti che l'artista ha attraversato in quegli anni: dal ritorno all’ordine del neoclassicismo, si spazia infatti fino all'astrazione, giungendo ai virtuosismi artistici del Surrealismo e le affascinanti creazioni dell'Espressionismo.
Oltre all'indiscutibile genialità pittorica di Picasso, attraversando i corridoi della mostra si materializza sotto gli occhi dello spettatore il grande fervore che a metà del XX secolo ha colto le menti dei grandi artisti: differenti ideali e diverse visioni del mondo tradotti in opere capaci di evocare, affascinare, emozionare.
Lo stesso concetto era riveduto più volte attraverso stili differenti, a volte addirittura opposti.
Questi vent'anni d'arte iniziano proprio con la permanenza di Picasso a Roma dal febbraio al maggio del 1917: egli giunge nella Capitale per collaborare con Jean Cocteau alla realizzazione dei costumi del primo balletto cubista "Parade", per la compagnia Balletti Russi.
Ecco quindi che la collaborazione di Picasso per Balletti Russi apre in un'apposita sezione la mostra: disegni, annotazioni, fotografie ricostruiscono la realtà romana vissuta dal maestro.
Roma apre a Picasso scenari del passato ed egli comprende come esso fosse ancora attuale ai suoi tempi: ieri e oggi convivono nella realtà, la stessa realtà che per l'artista diviene assai sfaccettata e non inscrivibile in semplici schematizzazioni.
Yve Alain Bois, curatore della mostra, ritiene Picasso “l'arlecchino dell'arte” per la sua capacità di evolvere costantemente da una identità artistica all'altra. Minimo comune denominatore, il suo genio.
Francesca Carli
pubblicato il 10/11/2008
![]() |
Viadeo | CICAS | CONFIMEA | Unionturismo | Chi siamo e contatti | copyright © 2008 A.T.S. - Sobrio.it |